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Luoghi Di Ispirazione

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SULLE TRACCE DI ENRICO COLEMAN

 

Il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini è la più vasta area protetta del Lazio e si estende su un territorio di circa 30.000 ettari tra le Province di Roma e Frosinone. Comprende sette comuni: Trevi e Filettino lungo il tratto alto del bacino dell’Aniene, Vallepietra all’interno del bacino del Simbrivio, Jenne e Subiaco nel medio bacino dell’Aniene, Cervara di Roma e Camerata Nuova verso il versante abruzzese.

E’ sopratutto nel Parco che Mauro Paris coglie l’ispirazione per la realizzazione dei suoi quadri naturalisitici, tanto che è stato anche definito il Pittore dei Simbruini.

All’interno del Parco si snoda il sentiero Coleman, dedicato al pittore che nella primavera del 1881 intraprese una lunga camminata attraverso i Monti Simbruini e Lucretili da Subiaco a Tivoli.

Enrico Coleman, valente paesaggista di padre inglese e madre sublacense è considerato il caposcuola del Naturalismo della pittura romana della seconda metà dell’Ottocento e nel 1875 fu cofondatore della Società degli Acquerellisti a Roma.

Enrico Coleman durante l’escursione dei Monti Simbruini trovò ispirazione per alcune sue opere e negli appunti che prese durante il cammino ebbe a scrivere quanto segue.

Il paesaggio è grandioso e delizioso, le pendici sono ricoperte di boschi di carpini, e dai loro burroni salgono lentamente certe nuvolette bianche che vanno a rompere l’azzurro limpido del cielo. I faggi destano in me la solita ammirazione: per me, sono fra i più belli alberi che conosca, con la loro corteccia grigio-verdognola.

E le strane, ma sempre variate forme dei loro rami che ora prendono il carattere della quercia e del castagno, ora rassomigliano ad abeti….i tronchi sono dritti come abeti e in certi punti la somiglianza cresce per una quantità di musco d’un verde smorto che pende dai rami in festoni.

…. Arriviamo a Camposecco. E’ questa una valle senza sbocco apparente….coperta da verde erbetta nascente e tempestata di viola tricolor ed altri fiori….Qua e là ci sono delle voragini dove pare che l’acqua si ingolfi ….
…. rimanemmo letteralmente a bocca aperta allo strano e meraviglioso spettacolo di qui Camerata Vecchia …. quando poi più tardi ci vedemmo sorgere dietro la luna, la scena era proprio degna della matita di Dorè.